Renzicraxia? Forse, ma Berlusconi ha l’ultima parola

10 AGO 20
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Il piglio decisionista c’è tutto, a leggere il Corriere. Poi occorrerà necessariamente attendere l’evolversi politico. Sta di fatto che per moltiliberali e socialisti d’antan, berlusconiani e no, che hanno conosciutoquel “particolare ostracismo” verso quel cambiamento che altro non erache superare quel deteriore immobilismo dello status quo burocratico,corporativo, imprenditoriale, sindacale e politico, questo Renzi non puònon creare una positiva suggestione inevitabilmente in equilibrio aquell’ineluttabile scia dei ben noti timori che ragionevolmente si appiccicheranno allo stesso Renzi. Noti timori, certo. Perché chi ha vissuto gli anni della Grande riformaproposta da Craxi o da Cossiga o più recentemente per quella più compiutae strutturata di Berlusconi, che al dir il vero non è stata solo propostama anche approvata con una omogenea modifica costituzionale della qualeconosciamo la triste sorte referendaria, sa benissimo cosa significa sfidareancor oggi quella parte pervicace e mai effimera della “gaucheitaliana”. Quella che, per capirci bene, ritiene di avere una presuntalegittimità tanto esclusiva quanto oggettiva da potersi arrogare il dirittodi aggettivare negativamente qualunque riforma.Ma il punto ineludibile e indiscutibile è sempre lo stesso: chi vuole ilcambiamento troverà sempre l’opposizione da parte di coloro che vivono insimbiosi con l’attuale sistema. E se così è, Berlusconi è l’unico ancora oggi sul fronte delcambiamento a poter essere decisivo oltre a esserne un convinto precursore.E Renzi, senza paradosso alcuno, né sono convinto, né è consapevole.Tanto quanto quello stesso bisogno di Berlusconi: che però non può dire,almeno per ora.